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Granfondo Marco Pantani-Pinarello by Donato 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Febbraio 2012 14:43

24 giugno 2007 Granfondo Marco Pantani ( Aprica 176 km 4250 m di dislivello) …….Nobile! www.gsalpi.it

16 luglio 2007 Granfondo Pinarello (Treviso 209 km 2400 m di dislivello) …….Prestigioso! www.granfondopinarello.com

Granfondo Marco Pantani

Dando un occhio alla cartina altimetrica prima della partenza mi vien da dire che devo scalare solo tre salite.. poi pero’ noto che si tratta di Gavia, Mortirolo e Santa Cristina.. sono proprio le salite che il 5 giugno 1994 resero famoso uno che di nome faceva Marco e che stacco’ al giro d’Italia tal Miguel Indurain ed Eugeni Berzin! Bei ricordi! Oggi parliamo di fatica presente e non guardiamo l’orologio: Gf Marco Pantani più di 3000 partenti e tutti con la maglia a pois, che il Pirata ha sempre sognato di vestire, si tratta anche dell’ultima prova del Brevetto dei Nobili e mi sa che me lo faranno sudare. Si parte in discesa dall’Aprica verso Edolo e poi si sale per Ponte di Legno, poi si gira a sinistra, breve discesa ed eccoci qua.. inizia il Gavia. Salita bellissima! Prima parte normale 8 km al 7-8% poi nel bosco restringimento di carreggiata e via al 12% e su e su e via gli alberi ecco che si vede in fondo, in mezzo alle pietre, la vetta. Ci vorranno altri 5km al 10%. Vento, galleria, tornanti, pietre e tanto sudore ..siamo sul Gavia 2621 m di altezza: mai stato cosi’ alto su una bici. Sto bene e al ristoro manca solo la sedia e la forchetta perché la fame è tanta, poi bello appesantito scendo ma non per 10 km, contando anche i dolci pendii della Valtellina sono più di 60 km di discesa! Arriviamo con un gruppo forte di 200 corridori a Mazzo In Valtellina e sul mezzogiorno a 30°c iniziamo questa rampetta di 12 km abbondanti che si chiama Mortirolo. Per chi non ama lo stress sarebbe meglio evitarla perché la sensazione è quella di entrare in un tunnel stretto a senso unico in assenza d’aria.. Come rapporti monto un 39x29 ma mi accorgo tardi che è troppo duro.. qua per salire senza sacrificare anni di vita ci vorrebbe un 34 o36x29. Col caldo infernale che c’è raccolgo litri d’acqua a tutti i ristori incontrati e in 1 ora e 45 minuti scollino, falsopiano di 25 km sulla cresta dei monti e poi giù in discesa verso l’Aprica. Sorpresa! Si passa in fianco all’arrivo e si deve fare l’ultimo anello quello del Santa Cristina. Si scende quindi verso Tirano e oppla! Iniziano i 7 km al 9%. Primi 2 bene gli ultimi 5 una via crucis infinita, un po’ per tutti, con le gambe che non girano, le forze che mancano, la testa in black out. Riconosco l’ultimo tornante in cui Indurain saltò per aria quel famoso giorno perdendo 1minuto da Marco in 500 m.. solo 500 m alla vetta e mi riaccendo ricordando cosa disse proprio Pantani un giorno in un’intervista quando gli si chiese perché andava cosi’ forte in salita:” Per fare durare di meno la sofferenza”.. Scollino, 4 km di discesa e rettilineo d’arrivo.. la linea bianca sull’asfalto mi incorona “Nobile delle granfondo”. Elisa al traguardo me lo ricorda come promesso.


Granfondo Pinarello

L’ultima puntata di questa stagione granfondistica si gira a Treviso. Per questa gara, per cosi’ dire in casa, gli Sportivi del Ponte schierano Puci nel percorso corto e Fabio e il sottoscritto nella prova del lungo. Si tratta per me della prova che vale il brevetto del Prestigio e nonostante vengano a mancare ormai gli stimoli dovro’ cercare di spingere perché giustamente la moglie mi reclama accanto a lei. Spero di riuscire a fare i 30 di media ma non sarà facile. Alle sei e sette minuti sono in prima linea nella mia griglia e ho il numero 1231. Si parte come al solito forte ma in pianura non faccio fatica. Iniziano i primi strappi (Collalto, Refrontolo, Zuel di Là) che decido di non fare a tutta e che mi consentono di arrivare bene al San Boldo. Il San Boldo lo supero in 29 minuti e sono in cima in 2 ore esatte dalla partenza. Prima del Nevegal corro tranquillo e purtroppo l’unica cosa importante da notare è la caduta grave occorsa prima di Limana a Monia Gallucci, una vera campionessa, che al mio passaggio era già stata trasportata all’ospedale in gravi condizioni e le cui notizie in corsa hanno fatto venire i brividi. Si inizia il Nevegal e spingo a fondo, arrivo in cima in3 ore e mezza e sono una decina di minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Grazie all’abbondante ristoro si inizia a scendere verso il lago di Santa Croce belli rilassati ma comincia a far un gran caldo. A Vittorio Veneto iniziamo il San Lorenzo e le gambe tengono botta ma sto letteralmente cuocendo. Sfortunatamente non trovo un gruppo particolarmente veloce per fare tutta la pianura tra San Pietro di Feletto e il Montello e arrivo ancora con energie fresche alla presa 14. Faccio tanta fatica a salire ma in cima quasi mi emoziono perché è veramente l’ultima di una serie infinita di salite fatte nel corso di quest’anno. Raggiante (anche per il caldo..37°c) sono uno dei passistoni che guida il proprio gruppo di una trentina di unità negli ultimi km pianeggianti verso Treviso. Laggiù in fondo dopo 7 ore e 9 minuti s’intravvede la porta di San Tommaso.. ora è alle spalle e.. dato il santo “stento a crederci ..sono Prestigioso!”. Per la cronaca Puci è stato protagonista di un’ottima performance simile a quella dello scorso anno sul percorso corto, chiudendola prova 215° e coprendo i 126 km in 3 ore 21 minuti. Fabio si è superato chiudendo gloriosamente il lungo in 7 ore e 35 minuti. Davvero complimenti a tutti!!!.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 14:49
 

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