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Il mio Monte Grappa Challenge 2009 ??? FOTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Febbraio 2012 17:06
Da oramai un anno avevo nel mirino questa manifestazione, ne avevo visto la pubblicità su CT e mano a mano che passava il tempo mi è entrata dentro, da un lato il pensiero di salire cinque volte sul grappa in un giorno mi faceva venire i brividi, quando ne abbiamo parlato con i miei colleghi di uscite in bicicletta i commenti erano del tipo: Se quello che ha pensato questa manifestazione non è scappato da un manicomio di sicuro lo rinchiudono non appena si sparge un po’ la voce di quello che vuole fare.



Il fascino di questa montagna la passione per le salite la fatica pura e per la bicicletta mi hanno dato il coraggio di provare.
Per essere a Romano d'Ezzelino per le 5:30 mi sono alzato alle 4:00, giusto in tempo per partire con i primi 25-30 (praticamente tutti quelli che ambivano ai 5 versanti), gli altri sono partiti dopo, vedesi partenza alla francese.
Sapevo che fisicamente era fattibile ma psicologicamente e il caldo dei giorni precedenti lasciavano dei dubbi molto grandi, un altro problema poteva essere il mal di schiena e i dolori cervicali che a volte mi perseguitano.
Arrivo giusto in tempo per fare l’iscrizione e accodarmi ai primi pronti a partire.
Chiedo a una ragazza dello staff che mi indicasse chi era Ivan Contiero, gli avevo già parlato telefonicamente per alcune delucidazioni ma di persona non lo conoscevo, mi viene gentilmente indicato.
L’idea è di accodarmi alla sua ruota, avendo già fatto un paio di volte il percorso medium ha di sicuro le idee più chiare su come affrontare questa impresa, poi io ero partito per farlo un minimo di due volte, tutte quelle in più erano in più nel vero senso della parola.
Avrete capito che accarezzavo l’idea di portare a termine tutti i versanti ma la strada era ancora tanta e la sicurezza ancora poca.
Ivan da quel che avevo capito sapeva il fatto suo e mi ha dato subito una buona impressione sia sotto il profilo ciclistico che come persona per il suo modo di rapportarsi con gli altri per non parlare della disponibilità e della sua semplicità.
Oggi a una settimana dalla manifestazione sui vari forum si possono trovare un sacco di apprezzamenti nei suoi confronti.
Il non mi dilungo sui particolari ma vedrò di essere sintetico, andatura da turisti si sale ridendo e chiacchierando, Ivan ci spiega come è nata questa cosa, un amico, Giacomo, per gli amici Gek, in solitaria ha fatto il quadri grappa, Allora Ivan pensa, facciamo una cosa fra amici (una ventina) lo facciamo 5 volte.
Poi la cosa degenera e diventa pensando anche a fare qualche cosa di utile una mini (si fa per dire) randonnee il ricavato dalle sponsorizzazioni andrà interamente in beneficenza, e chi paga tutto quello che serve per organizzare tutto il baraccone? Di sicuro non i soldi delle iscrizioni, con dieci euro oltre a un pacco gara da fare invidia a una gran fondo dove se ne pagano tra i trenta e i quaranta si ha diritto anche a un ristoro in corrispondenza della vetta dove c’è tutto il ben di Dio.
Roba da non muoversi più da li, mai visto niente del genere. Pasta fredda frutta a volontà panini di tutti i tipi formaggi grana e di latteria crostatine e da bere a volontà oltre ai Sali minerali.
In merito al ristoro Ivan ha detto quando stavamo ancora salendo: Lo ho fatto con quello che mi piacerebbe trovare a un ristoro.
In poche parole ha detto, rinuncio alle ferie e metto di tasca mia ciò che serve per la manifestazione senza contare il tempo.
Cosi sostenuto dalla Moglie con la emme Maiuscola da amici e parenti mette in piedi quello che per i salitomani puri e masochisti vari è una cosa che per quel po’ che so io di ciclismo non ha eguali in Italia e forse neanche altrove.
Arriviamo su e ci rendiamo conto che veramente è stato fatto un buon lavoro, d'altronde le avvisaglie si erano già viste, indicazioni stradali ottime lungo il percorso, sbagliare era davvero difficile anche se, ho saputo in seguito qualche disguido c’è stato.
Tappa di bei 15 minuti e poi si riparte, discesa e poi secondo versante, anche questo stupendo, posti che non hanno nulla da invidiare nemmeno alle vette dolomitiche, siamo sempre più o meno gli stessi capitanati da Ivan. Cima, ristoro, riparto questa volta da solo, Ivan si ferma un po’ di più con amici e parenti, scendo piano nella speranza che mi raggiunga ma purtroppo non è cosi.
Mi appresto a salire da Seren Del Grappa, terzo versante, l’unico che non conosco ma il capitano Ivan mi aveva messo in guardia, è duro per se stesso aveva detto, ha un tratto che oltre a essere anche abbastanza lungo ha delle punte attorno al 23%, poi ti capita quando hai già nelle gambe due versanti e alle 14 del pomeriggio sotto il sole cocente.
Se a un certo punto vedi la madonna non ti preoccupare ha detto non sei morto è solo un capitello, giusto per rendere l’idea.
Per la prima volta in vita mia sono dovuto salire a zig zag, non era mai successo.
Ma si sa c’è sempre una prima volta, nel tratto che mi separa dal rifugio Bassano mi arriva sulle ruote con una disinvoltura un signore che di sicuro stava sulla cinquantina, dieci più dei miei, che mi accompagna fino al rifugio. Da notare che monta il 36x25 contro il mio 34x29, come avrà fatto nel tratto del capitello me lo sto ancora chiedendo oggi, e dire che io il 29 lo ho messo solo per il Zoncolan e per l’occasione e che normalmente giro con il 23, mi ritenevo uno che pedala abbastanza duro, bhooo.
Fatta anche la terza, comincio a crederci, ce la posso fare, rimane il versante da Caupo che conosco bene e da Romano che è il più facile, amministrando bene le forze ce la posso fare ma nello stesso tempo faccio due conti e realizzo che si va a finire a notte fonda, il fanale a led piccolo lo ho ma non ho mai corso di notte. Penso, sarebbe un peccato rinunciare e mi butto.
Limito al minimo le soste al rifugio, Caupo fatta giù, solito timbro al posto di controllo e si sale da Romano, sono le 19:30, in due ore ce la faccio mi dico, arrivo al rifugio gli ultimi sprazzi di luce solare, in realtà sono le 21:45 quando arrivo per la quinta volta al rifugio Bassano, buio pesto, Ivan è la, ha optato per fermarsi a dare una mano ai ragazzi dello staff extra strong che garantiscono il ristoro fino a mezzanotte.
Mi complimento con lui e con tutti i suoi collaboratori per la meravigliosa giornata che ci ha regalato, penso che abbia contribuito a realizzare il sogno di molti salitomani, mangio bevo e poi chiedo un sacco di quelli grandi per le immondizie da mettermi a mo di gillet (praticando tre fori sul fondo) per scendere, fa un freddo cane. Tutti si prodigano, gillet per tutti, giornali, giubbini catarifrangenti (quelli in dotazione ai mezzi divenuti obbligatori qualche tempo fa), Ivan dispensa perfino i suoi guanti, berretto gillet personale e persino i fanali a batteria della sua bici a chi ne e sprovvisto, ovviamente andranno consegnati al punto di controllo all’arrivo a Romano.
Chiedo in quanti sono passati prima di me, 7-8 mi dicono un paio sono qui e altri 7-8 sono dietro.
Scendo solo, con tutte le cautele del caso, ho promesso a mia moglie che sarei stato molto attento e non voglio rischiare di rovinare tutto.
Approfitto della luce di qualche autovettura che scende per allungare un pochino la velocità, poi mi accodo per quel che mi riesce cosi per un paio di volte.
Però che sensazione pensare di aver pedalato quando al mattino tutti erano ancora a letto, di essere stato a cavallo della bici quando il sole cuoceva e infine quando i grilli facevano il loro classico cri cri cri e le lucciole lampeggiavano. Infine bella anche la sensazione che si prova quando uscendo dalla montagna ci si affaccia sul versante che da sulla pianura e rendersi conto che si passa nel giro di qualche centinaio di metri da una zona fredda a una zona dove dal punto di vista della temperatura si stava decisamente meglio, presumo per merito delle correnti ascensionali di aria tiepida, oltre allo splendido luccichio delle città viste dalla montagna.
Arrivo al traguardo, scambio un paio di parole con i ragazzi del controllo poi parto è ora di tornare a casa sono le 22:54 ultimo timbro.

Grazie a mia moglie, a Ivan e a tutti i ragazzi del team extra strong del Monte Grappa challenge, grazie anche a chi ha garantito una giornata sotto il profilo meteo eccezionale, e non sto a fare nomi.

Nota: Riferimenti:
Sito ufficiale del Monte Grappa Challenge
Album fotografico MGC
Con una ruota non è per tutti-Magicotempe.com
Bici da corsa forum, commenti dal MGC

Statistica by Ivan Contiero (Organizatore e pincipale sponsor)

E' con immenso piacere che vi comunico che su 149 iscritti 126 hanno preso il via alla prima edizione delle MGC.

Di questi 126: 17 hanno completato il percorso Extra Strong, 7 lo Strong, 35 il Medium, 59 il Base mentre altri 8 non hanno portato a termine nessuno dei 4 percorsi

Direi che il risultato è stato molto migliore rispetto alle aspettative.
Bisogna dire che anche le gambe hanno girato veramente a meraviglia.
Saluti sportivi Ivan e tutto lo staff.


Postato il Giovedì, 15 ottobre
 

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