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Che Avventura 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 23 Marzo 2014 15:08

Domenica 16 marzo ci sarà la Randonnée a Piavon di 200 chilometri!

Queste parole, pronunciate dall’amico Fabio, suonano come una sfida con me stesso: non ho mai percorso 200 km e, onestamente, non so se sono in grado di arrivare fino in fondo.

Sono lusingato dall’invito benevolo, da parte sua, di “tirarmi”.

Decido di provarci! Ovviamente prendo accordi precisi con mia moglie che si rende disponibile a raggiungermi in qualsiasi momento.



E’ domenica 16 marzo. E’ giunto il giorno fatidico! Sveglia alle 6 per avere il tempo di prepararmi con calma. Ho tutto: la borraccia piena e qualche barretta energetica. Inforco la mia bici e mi avvio alla partenza!

Quanta gente, e ne arriva ancora. Comincio a guardare i muscoli delle gambe di chi mi sta intorno: le confronto con le mie per capire se è stato un errore venire. Sono ancora in tempo per tornarmene a casa ma, vedo gli amici del gruppo “Sportivi del Ponte” e mi sento a casa, lì, tra loro.

Sarà incoscienza, presunzione o stupidità, ma decido di partire!

Tutte le formalità burocratiche, inoltre, sono già state evase da Fabio precedentemente.

Pronti…Via!!!

Sono emozionato come un ragazzino; che bella sensazione!

Il gruppo mi traina e ho l’impressione di non fare fatica.

Ci stiamo già avvicinando al primo controllo a Ca’Corniani. E’ gioia per la mia vescica e forse anche per quella di qualcun altro. Ottengo il timbro e mi gusto un caffè che mi viene offerto da un amico.

Si riprende l’avventura. Non mi sento sulle spalle il mezzo secolo che l’anagrafe registra. Che strano effetto di leggerezza: mi sento circondato da amici e sembra che ognuno di loro mi tolga un po’ di fatica per farmi partecipare a questa bella esperienza insieme. Mi sento felice di correre verso il traguardo con loro.

La ruota di Fabio è sempre lì, davanti a me: ho il terrore di perderla!

Siamo quasi al secondo controllo, ci avviciniamo ai primi 100 Km. Non mi sento stanco ma temo per i successivi 100. Dov’è il posto di ristoro? Devo fare pipì un’alta volta ma non posso permettermi di mollare quella ruota.

Trovato!!!

Riparto carico di entusiasmo e, strano a dirsi, riesco ancora a parlare mentre pedalo.

Il successo più grande lo ottengo nel tratto di sterrato: non è questione di potenza ma di bici che fa la differenza. Tutti vanno più piano per non danneggiare le loro “specialissime”. Io, invece, con la mia Giallina, non ho questo tipo di problemi: non tutto il male viene per nuocere.

Forse ce la faccio: mancano solo 40 km… Le ultime parole famose…Che male al sedere! 40 km sono davvero troppi!

Ma l’amico Fabio con Sergio, Ampelio, Daniele, Marco e Antonello sono sempre nei paraggi: mi consolo e stringo i denti…e non solo quelli.

Comincio ad essere assalito dalla stanchezza ed il ritmo di chi sta davanti mi mette a dura prova.

Ad un tratto però, sento una mano amica sulla spalla: è Marco che mi aiuta a rientrare nel gruppo.

A questo punto devo arrivare e non posso permettermi di rallentare troppo in curva poiché non ho più energia per rilanciare e sono costretto ad effettuare entrate alla Valentino Rossi ai danni di Antonello che dimostra esperienza e comprensione nei miei confronti.

Manca pochissimo all’arrivo e credo proprio che ce la farò. I miei ringraziamenti e le mie scuse sono doverosi: a chi mi ha invitato, a chi mi ha tirato, a chi mi ha spinto e ha chi mi ha schivato, dico un grosso GRAZIE!

Riesco a scrivere solo dopo una settimana, nel frattempo ho ripreso fiato.

Grazie ancora per la meravigliosa esperienza che mi avete fatto vivere.

Ecco l’arrivooo! …ma il mio Garmin segna solo 198 km…eh nooo! Faccio due giri di pista e, finalmente vedo la cifra tonda: 200!

Alberto Dalla Torre



 

 

Scusate se aggiungo alla fine di un articolo scritto da altri, in realtà aggiungo a tutti e due gli articoli scritti da Alberto e da Antonello riguardo la Randonnée di Novaip edizione 2014.

Avrei voluto scrivere qualche cosa di testa mia ma come avrete già visto chi mi ha preceduto non ha lasciato niente al caso e da aggiungere c'è ben poco.

Sarei di sicuro ripetitivo ma un paio di cosette mi voglio togliere la soddisfazione di aggiungerle.

Prima di tutto bravissimi tutti, dal primo all'ultimo. Bravi quelli che per la prima volta si sono cimentati in una randonnée, bravi quelli che gia da un po di anni masticano bicicletta senza pero mai aver raggiunto una distanza cosi, la dimostrazione evidente che i limiti sono fatti per essere infranti.

Per ultima ho lasciato la cosa che ritengo più importante, e che mi ha fatto più felice, era una cosa che inseguivo da un bel po di tempo, quelli che fanno parte del nostro gruppo da diversi anni dovrebbero ricordarlo, il fatto di aver partecipato a una manifestazione in gruppo e di averla portata a termine in gruppo.

Ci avevamo già provato qualche volta in occasione di qualche gran fondo ma, o perché ci si perdeva di vista o perché quando ci si trova in mezzo a tanti ciclisti euforici si viene colti da uno spirito agonistico sta di fatto che si finiva per non vedersi più fino alla fine della manifestazione. Questa volta con un po di buona volontà da parte di tutti ci siamo riusciti.

Qualcuno aveva avuto la possibilità di tenere qualche ruota che altri del gruppo avevano perso e quando si è reso conto che i compagni erano rimasti in un gruppo un po indietro ha rallentato per ricompattare le fila, questo mi è piaciuto molto.

Non vuol dire che bisogna fare sempre cosi. Si può benissimo anche decidere di partecipare manifestazioni cercando di esprimere il massimo delle proprie possibilità e trovarsi alla fine a discutere al pasta party, tutti e due i modi di interpretare la bicicletta sono ugualmente belli.

Credo e spero pero, che anche chi avrebbe potuto dare di più in termini di tempi e velocità si sia divertito e abbia avuto soddisfazione da una manifestazione che viene definita:

Spirito sportivo genuino

che promuove

l’aggregazione spontanea fra ciclisti

senza l’assillo del cronometro”

Fabio



Ultimo aggiornamento Domenica 23 Marzo 2014 21:30
 

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